Inserisco di seguito 3 articoli che ci interessano direttamente scritti dal simpaticissimo e bravissimo Andrea Gori, che personalmente ritengo di verbo e tastiera fantastici. Se a questo aggiungo la simpatia, la professionalità e la solarità toscana dei suoi articoli e che tra i suoi argomenti ci siano i SuperTuscan cui siamo direttamente interessati, direi che è un mix perfetto. Una serata interessantissima in una delle più magiche trattorie fiorentine "Trattoria da Burde" dove cibo e vino non sanno solo di buono ma di storia e antiche tradizioni.

Camartina, Corbaia e Diadema primi tra i SuperTuscan alla cieca
Un pò di sorpresa in sala alla scopritura delle bottiglie dopo ben 8 assaggi serrati e non semplicissimi. Tutti sangiovese e cabernet tra le provincie di Siena e Firenze tra il 1999 e il 2007. Quasi umanime plebiscitario per il sontuoso Camartina 2004 di Querciabella che non può dirsi una sorpresa così come il Corbaia che pur nella dfficile annata 2003 sfodera un pezzetto di Berardenga che annulla la piacioneria del Cabernet per dare un vino di classe notevole e vivacità tutta toscana. Ma Diadema (versione 2007, firmata da Stefano Chioccioli) che toglie il Tignanello 2004 dal podio obbiettivamente non ce l’aspettavamo! E invece il panel alla cieca da Burde (composto da sommelier, enologi, direttori commerciali, produttori e semplici appassionati) è rimasto colpito dall’immediatezza del Diadema (senza brillantini) e la sua forza. Tignanello forse in fase involuta e un pò in mezzo al guado, comunque notevolissimo ma privo di acuti memorabili. Magliano e Ferraiolo bei prodotti senza forzature, eleganti raffinati e molto adatti alla tavola.Inossidabile il Vigorello 2001, bel campione di sfumature boisèe e fruttate di bosco. Serata in cui la classifica finale rispecchia quasi fedelmente la scala prezzo e che dimostra che in Toscana le aziende hanno ben chiaro il valore delle loro proposte enoiche. In apertura di serata due parola di introduzione ai vini e ovviamente ci soffermiamo su Diadema che viene costantemente snobbato dai consumatori “evoluti” del vino. Vino più atipico e personale nettamente i Terricci con goudron già perfetto e sentori di humus e sottobosco completamente staccatti dal gusto più “normale” degi altri blend, scopriremo il perchè dalle parola di Giancarlo Guarnieri, proprietario dell’azienda Lanciola da Impruneta (FI). Il pubblico è stato al gioco e si è messo alla prova, riconoscendo però pochi vini in totale, dimostrando la difficoltà in questi vini di far emergere il terroir di origine (se non per Corbaia e Terricci) ma anche la capacità, intatta, di interessare e colpire al gusto i consumatori, effetto che invece sembra essersi esaurito sui giornalisti. Secondo noi molti di questi vini ed etichette non sono mai state così buoni nonostante si avverta che il miglior Sangiovese disponibile in azienda viene sempre più usato per i vini DOCG (Chianti Classico) che per questi vini. E di conseguenza il Cabernet li domina parecchio, se si esclude forse il Corbaia. Vince alla fine, infatti, il vino con più Cabernet Sauvignon che aiuta in questi confronti a dare una impressione più ricca di sfumature ed equilibrata. Ma con in bocca il Sangiovese ad evitare noia e clichèe da vino bordolese. Supertuscan qui per restare quindi?
Camartina, Corbaia, and Diadema first among the Supertuscans tasted blind
Something of a surprise ran through the hall at the unveiling of the bottles following fully 8 loaded-up and not-at-all-easy tastings. The bottles were all sangioveses and cabernets from the provinces of Siena and Florence from vintages running from 1999 through 2007. Near unanimity in the house, no surprise here, for the sumptuous Querciabella Camartina 2004, as well as for Corbaia, which even in a difficult vintage such as 2003 serves up a piece of Berardenga to erase the facile charms of Cabernet and give us a wine of remarkable breed and vivacity quintessentially Tuscan.
But that Diadema, in its 2007 edition, and bearing Stefano Chioccioli’s signature, would displace Tignanello 2004 from the podium no one expected! Yet the Burde tasting panel, rigorously tasting blind, made up of sommeliers, winemakers, marketing directors, producers, and simple wine lovers, was struck by the approachability and force of Diadema (without crystals). Tignanello was perhaps caught in an awkward phase, neither on one bank nor the other, certainly notable, but lacking anything that was truly memorable. Magliano and Ferraiolo were fine, supple and unforced, quite elegant, very ready for the table. There was not a crease in Vigorello 2001, superb example of oak nuances and wild berry fruit.
The final rankings mirrored almost precisely the price tags, a fine proof that in Tuscany the producers know full well how to value appropriately their offerings. The evening opened with brief introductions of the wines, in which context at least Diadema must be singled out, since it is constantly snubbed by the “more advanced” wine consumers.
Terricci stood out as atypical and unusual, with its tar component already fully in place, and exuding a humus and forest undergrowth far removed from the more “normal” characteristics of the other blends, and we would find out the reason from the discourse of Giancarlo Guarnieri, owner of the winery in Lanciola da Impruneta (FI).
The public was fully engaged but sorely tested, being able to recognise only a few of the wines of the evening, a good indication of the difficulty these wines had in making clear their terroir (although not Corbaia or Terricci), but at the same time their ability, undiminished, to engage and hold the interest of the consumer, an effect however that did not seem to hold true with the journalists.
In my opinion, many of these wine types and individual bottlings have never been this good, even though it is true that the best-quality sangiovese that a winery may have is often reserved for its DOCG wine (Chianti Classico) rather than for these wines. The result is that Cabernet be comes the dominant component, by a long hot, with the exception perhaps of Corbaia.
After all this, the winning wine is the one with the most Cabernet, which did help, over against its siblings, to give a richer expression of nuances and balance. But with the help of sangiovese to fend off that banal lack of excitement typical of the Bordeaux style.
So, are the Supertuscans here to stay perhaps?
Sopravvalutati o no? Rapporto qualità prezzo nei SuperTuscan
Posted by Andrea Gori 20 Aprile 2009
Il fatto che questi vini costino più della media è scontato, ma non tutti costano la stessa cifra, anzi. Riferendosi alla serata appena trascorsa, ecco i prezzi in enoteca dei vini “in gara”. Ah, se dite che Diadema costa caro vi posso ribattere che sono compresi i brillanti Svarowski e se dite che non li volete, allora lamentatevi pure quando nel prezzo del vino che bevete vi state pagando la cantina di Renzo Piano…almeno i brillanti vi restano! (questa l’ha detta Francesco di Diadema, perfezionata negli anni ma funziona sempre benissimo!). Scusate la divagazione, ecco i prezzi:
Camartina 2004 € 60
Diadema 2007 €57
Tignanello 2004 € 55
Corbaia 2003 € 45
Vigorello 2004 € 30
Terricci 2001 € 28
Ferraiolo 23 €
Magliano 2004 21 €
Curioso, già dicevo, che la classifica di preferenza del pubblico abbia finito per coincidere quasi completamente con quella dei prezzi delle bottiglie, con la sola eccezione del Tignanello.
Piuttosto si dovrebbe ragionare se si tratta di vini cari in assoluto e se quindi fondano il loro prezzo sulla loro immagine. E qui il discorso si farebbe lungoperò almeno c’è da tener conto che Camartina Tignanello e Corbaia sono vini che hanno una certa vita anche nelle aste e in un mercato di bottiglie pregiate il che giustifica in parte il loro prezzo più alto perchè risentono di un certo “effetto investimento”.
Interessante pure leggere le tirature…senza scandalizzarsi che ricordiamoci sempre che i vari Chateau Margaux, Latour etc viaggiano sempre attorno alle 2-300 mila bottiglie.
Tignanello 315.000 bottiglie
Vigorello 35.000
Corbaia 25.000
Camartina 18.000
Terricci 10.000
Ferraiolo 8.000
Diadema 6.000
Magliano 5.000
Sapete come la penso, a me questi vini piacciono ma ammetto anche che in molti casi rappresentano una prima fase di evoluzione del gusto che rimane piuttosto facilmente ammaliato dai profumi e dai gusti di molte di queste etichette. Certo con l’esperienza si finisce con il preferire vini più autoctoni e più legati alla nostra tradizione ma è indubbio che molte di queste etichette si bevono sempre volentieri di tanto in tanto. Il pubblico sembra continui a cercarle, perlomeno per i nomi ormai affermati, mentre invece per le new entry è davvero difficile essere riconosciuti e apprezzati. L’impressione è che i brand ormai consolidati continuano a vendere quasi senza problemi ma stiamo parlando di non più di una trentina di etichette in toscana sulle svariate centinaia di SuperTuscan prodotti. Per gli altri è una fase delicata soprattutto a causa (o merito!) dalla grande crescita qualitativa delle Riserve nel Chianti Classico, degli IGT a base Sangiovese 100% e del Brunello di Montalcino che ha fatto suo molti estimatori dei SuperTuscan della prima ora (e sia detto senza malizia…).
Overvalued or not? Price-quality ratio among the Supertuscans
That these wines cost more than the average is of course taken for granted, but not all of them have the same price tag. Just the reverse. Regarding the most recent evening, here listed are the wine bar prices of the wines “in contention”. OK, if you object that Diadema is expensive I’m going to reply that they boast Swarovski crystals, and if you’re going to say that you really don’t want them, well then you are obligated to complain that the price of the wine you’re drinking includes paying for a cellar designed by Renzo Piano… and at least when you’ve finished the wine you can keep the crystals! (a response delivered by Francesco of Diadema, polished over the years, I’m sure, but still a snappy reply!) Forgive me the digression, and here are the prices:
1. Camartina 2004 € 60
2. Diadema 2007 €57
3. Tignanello 2004 € 55
4. Corbaia 2003 € 45
5. Vigorello 2004 € 30
6. Terricci 2001 € 28
7. Ferraiolo € 23
8. Magliano 2004 € 21
As I’ve already mentioned, it’s curious that rankings given by the public ended up coinciding almost perfectly with the bottle prices, with the sole exception of Tignanello. One could certainly explain this by positing that these are by their natures expensive wines and that the prices are based on their image. This would be a long, complicated discussion, but at least it bears noting that Camartina, Tignanello, and Corbaia are wines that enjoy a certain eminence at wine auctions and in the collectors’ wine market, so the “investment effect” would in part justify their high prices.
It’s is likewise interesting to look at production figures, always keeping in mind that your Chateau Margaux, Latour, etc. are in the 2-3,000 bottle range.
1. Tignanello 315,000 bottles
2. Vigorello 35,000
3. Corbaia 25,000
4. Camartina 18,000
5. Terricci 10,000
6. Ferraiolo 8,000
7. Diadema 6,000
8. Magliano 5,000
You know my position on this subject. Sure, I like these wines, but I do admit that in many instances they appeal to tasters rather new to the business, who are easily beguiled by the aromas and flavours that these wines exemplify. Yes, with more experience one ends up preferring wines that are more native to us and to our traditions, but one cannot deny that many of these wines are, every once in a while, welcome tasting experiences. The public certainly continues to search them out, at least the labels that already have a cachet, while the new entries have a hard time gaining recognition and appreciation. One gains the impression that the brands that have won recognition will continue to sell almost without problems, but we are talking here of no more than 30 Tuscan wines among the hundreds of Supertuscans out there. The latter are having a tough time, above all because (or thanks to!) of the huge growth in quality of Chianti Classico Riservas, of the 100% sangiovese IGTs, and of Brunello di Montalcino, which has won over to its side many of the aficionados of those first Supertuscans (and I am saying this without any snide implications…)
Diadema IGT Toscana 2007 (si, il vino con i brillantini Swarovski…)
Posted by Andrea Gori 20 Aprile 2009
Uno dei vini più contestati e giudicati “alla cieca” nel senso che si preferisce parlare dei brillanti di Swarovski sulla bottiglia e sulle altre trovate di marketing messe in atto dall’azienda (non ci esimiamo, anche noi a Verona ne abbiamo provata qualcuna “su strada“). E invece da qualche anno Diadema è diventato un signor vino e questo 2007 ci pare forse la miglior prova di sempre con questa trama di frutto accattivante e fresco, con lampone e fragola, cipria e spezia di legno giovane. In bocca molto meno dolce che al naso, molto irruente e sbilanciata verso le durezze per un vino sicuramente troppo giovane per essere valutato in pieno ma cui già si devono riconoscere un estratto molto equilibrato tra alcol e sostanza, tannini serrati e da evolvere ma nobili. Da abbinare con preparazioni molto succulente ma già decisamente buonissimo e infatti nella serata alla cieca ha messo in riga vini ben più blasonati, risultando immediatamente comprensibile da tutti ma per niente banale
Diadema IGT Toscana 2007 (yes, the wine with the Swarovski crystals…)
This is one of the wines most subject to criticism “at first glance,” in the sense that most people prefer to talk about the Swarovski crystals on the bottle and other such marketing ploys engineered by the winery. (Nor do I exempt myself, since I too, at Vinitaly in Verona, encountered a marketing act “on the sidewalk“).
Nonetheless, for several years now Diadema has proved to be a superb wine, and I think that this 2007 vintage is quite possibly its best effort ever. It exhibits a terrific vein of crisp, appealing fruit, laying out strawberry, talc, and spice-laden young oak. The palate comes across less sweet than the nose would lead one to expect, very decisive and still unbalanced, with hard edges, a wine still too youthful for a definitive judgement, but one that already shows a good balance between extractive weight and alcohol, supported by tannins that, though still clenched and immature, are fine-grained and promising. It should be enjoyed with full-flavoured dishes, but it is already an utterly delicious wine; in fact during the evening devoted to blind tastings it emerged well against more highly-touted wines, its style immediately recognisable, of course, but by no means to be discounted for that reason.
Diadema Wine & Champagne è presente tra gli espositori alla settima edizione dello SNIM, Salone Nautico del Salento, che ha luogo a Brindisi dal 29 aprile al 3 maggio 2009. La partecipazione alla manifestazione é coordinata da Nicola Battista, responsabile agenti Diadema per il Sud Italia.
Allo stand Diadema è possibile degustare l’intera linea e ricevere in modo dettagliato tutte le informazioni e le particolarità relative ai vini, olio e champagne. Una fantastica opportunità: Diadema propone la possibilità di personalizzare tutte le retro etichette dei suoi prodotti con il logo o il nome dell’imbarcazione. Niente di più accattivante, complice e unico nella sua elegante e delicata semplicità.
La nostra presenza, oltre ad essere motivata dall’importanza che l'area pugliese e tutto il Sud Italia rivestono per la nostra azienda, rappresenta un interessante momento di approfondimento della brillante e poliedrica realtà della Puglia, una delle più belle e affascinanti regioni d’Italia.
www.diadema-wine.com
Le FOTO:

Nicola Battista allo stand Diadema

Il Salone Nautico del Salento e del Turismo Sostenibile ha aggregato attorno alla manifestazione il sostegno e la partecipazione delle istituzioni locali e nazionali come il Ministero delle Politiche Agricole, l'Assessorato al Turismo e l'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, La Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi, la Camera di Commercio e l'Autorità Portuale di Brindisi insieme al comparto nautico nazionale ed alla Associazione Italiana Porti Turistici dell'Adriatico", oltre ai Rappresentanti delle Istituzioni Nazionali invitati ad intervenire.

Giuseppe Meo, Presidente dello SNIM, intende fare del Salone Nautico del Salento e del Turismo Sostenibile il riferimento fieristico pluritematico del Mediterraneo Orientale, dal "turismo nautico" al "marketing territoriale" per lo sviluppo nell'area del Mediterraneo orientale di un turismo sostenibile, che valorizzi le notevoli possibilità di crescita economica e sociale compatibile con il rispetto dell'ambiente, contribuendo ancor meglio alla crescita di tutto il territorio, come già indicato dai dati statistici più recenti che vedono la Puglia scalare le classifiche delle regioni italiane con il maggior appeal turistico.
Sarà un importante momento la presentazione del nuovo Piano Regolatore del Porto dell'Autorità Portuale di Brindisi, con una particolare attenzione allo sviluppo della nautica da diporto, nell'ambito del sistema della Portualità Turistica della Regione Puglia, che prevede entro il 2010 di passare dai 10.000 posti barca esistenti a 18.000, con notevoli benefici per il turismo nautico e per l'economia del territorio.
Il Salone Nautico del Salento promuoverà i grandi settori dell'economia marittima e della portualità turistica coinvolgendo tutto il "sistema turistico" del territorio: dai centri costieri alle bellissime aree dell'entroterra con l'obiettivo fare del Turismo Sostenibile uno degli assi portanti della manifestazione, attraverso la creazione di una nuova filiera di turismo integrato come modello di riferimento per lo sviluppo economico dell'intera regione.
SNIM - Nautica Eco-compatibile e Innovazione Tecnologica
Da questa edizione lo SNIM, il Salone Nautico del Salento e del Turismo Sostenibile, si arricchisce di una nuova sezione dedicata all'evoluzione dei materiali nella nautica da diporto per sostenere e dare visibilità ad un settore di fondamentale importanza per l'industria italiana.

La settima edizione dello SNIM, Il Salone Nautico del Salento e del Turismo Sostenibile, sarà caratterizzata dall'importante spazio dedicato al mondo della vela, per posizionarsi come il Salone Nautico italiano con la maggior presenza in percentuale di espositori del settore.
A rendere ancora più forte questa caratterizzazione dell'evento, vi è il riconoscimento dello spazio antistante il Porto Turistico "Marina di Brindisi" di Stadio del Vento, messo a disposizione per incentivare la pratica agonistica e l'organizzazione della Regata internazionale Brindisi - Corfù che, oltre ad aver ricevuto dalle Nazioni Unite la nomination di "Regata per i Diritti Umani" rappresenta una delle prove valide per il "Campionato Italiano di Vela d'Altura", introdotta dalla Federazione Italiana Vela.
www.salonenauticosalento.it
Diadema Wine & Champagne is participating as an exhibitor at the seventh annual Salone Nautico del Salento, the Nautical Show of the Salento, which takes place from April 29 through May 3, 2009.
Nicola Battista, Diadema’s sales manager for southern Italy, who is coordinating Diadema’s participation, promises that visitors to Diadema’s stand will be able to taste its entire line of products and will receive full information on all of Diadema’s wine, olive oil, and Champagnes.
Diadema is also offering an absolutely unique opportunity, the possibility of customising the back labels of any of its products with the logo or the name of the purchaser’s boat. A simple, elegant offer, but what could possibly be more collaborative, appealing, and unusual?
Diadema participation is motivated not only by the importance to the winery of the Puglia region and of all of southern Italy, but also by this historic show, another milestone in Puglia’s dynamic transformation as one of Italy’s most striking and fascinating regions.

Diadema Wine and Champagne espone
Alle 9:30 di giovedì 2 aprile Verona fiere ha aperto i cancelli alla 43 esima edizione di Vininitaly, Diadema sicuramente ha lasciato il segno nella mente di molti, l’uscita della nostra nuova selezione della Mathusalem di champagne ha sicuramente dato il suo contributo. Fotografie, flash, telecamere e persone sicuramente non sono mancate anche quest’anno, la crisi c’è e si sente ma l’unione fa la forza … come qualcuno disse molto tempo fa’… la prima regola di Diadema è l’unione, una sorta di obbligo, per noi.

Alberto Giannotti con Leonardo Romanelli-Quinto Quarto e Andrea Gori-Vini da Burde
Come Alberto Giannotti scrive:
“Colui il quale smette di sognare è morto nel modo peggiore, perché è morto dentro .
Io ho sempre sognato tanto e, qualche volta, i miei sogni si sono realizzati, ma, anche quando non si sono realizzati, ho sempre continuato a sognare: mi fa sentire vivo, giovane, fiducioso nel futuro e che il bello della vita deve ancora venire.
Giustamente vi chiederete cosa c’entra tutto questo con un vino? C’entra ed anche tanto :non è forse un sogno entrare in un mondo così complesso e statico, non in punta di piedi ma con la forza e la determinazione che può avere solo colui che crede nei propri sogni?
Il sogno, nato ormai quattro anni, è andato avanti e il gruppo dei “ragazzi Diadema” è cresciuto con un unico spirito: “ se credete che i sogni si realizzano: benvenuti a bordo !”

Diadema selected Mathusalem-Plaisir de Champagne
In tutto questo non abbiamo smesso di sognare, forse sogniamo più oggi di allora perché siamo in tanti a sognare: nuove sfide, nuove idee, nuovi prodotti, nuovi mercati.
Sogni che si realizzeranno per fare spazio ad altri.
Grazie di essere a bordo, di aver sognato con me e di continuare a farlo “ ragazzi Diadema “ e siate sempre pronti per nuove sfide dure e difficili, ma sempre sognando tutti insieme.”

Bibi Graetz-Testamatta con Alberto Giannotti

Le ragazze della Cantina di Miss Italia